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Turismo Sostenibile

Il turismo sostenibile può essere visto come un movimento. E' più di una forma di turismo in quanto rappresenta un diverso approccio al turismo da parte di tutte le parti coinvolte: turista, popolazione locale e autorità del Paese ospitante. Il turismo sostenibile enfatizza che le parti in causa siano responsabili del loro operato ed ha le seguenti caratteristiche: minimizza gli impatti negativi del turismo sull'economia, sull'ambiente, e sul tessuto sociale; migliora le condizioni di lavoro e l'accesso all'industria del turismo da parte della popolazione locale; offre un'esperienza di vacanza più completa attraverso una conoscenza più approfondita della cultura, dell'ambiente, e della popolazione del Paese ospitante; genera rispetto tra l'ospite e l'ospitante e contribuisce a sviluppare nei locali l'orgoglio e la sicurezza nei propri mezzi.  

Maldive: la strada verso il turismo sostenibile

L'industria del turismo alle Maldive è stata fino ad ora ristretta quasi eclusivamente ai villaggi turistici. Le isole-resorts maldiviane sono 'contenitori' dove tutti gli elementi della vacanza (soggiorno, pasti, bevande, sports e divertimenti) sono offerti all'interno dei confini dell'isola. Raramente gli ospiti lasciano il villaggio e, quando lo fanno, una minima parte di quanto spendono rimane all'economia locale. I resorts alle Maldive sono quindi esempi di 'turismo enclave' dove la partecipazione dei locali è molto limitata. Inoltre, molti dei villaggi vacanza sono gestiti da società o multinazionali straniere che 'sifonano' fuori dal Paese gran parte degli incassi generati. Le isole di locali più distanti dalle zone dei resorts turistici sono rimaste quasi totalmente estranee al turismo del Paese e l'accesso a tale isole era concesso solo dietro invito personale. Hotels e guest houses erano permessi solo sulle isole di Malè e Hulumale. Fino a quando, il 22 luglio del 2008, il Parlamento Maldiviano ha considerato la risoluzione proposta dall'onorevole Mohamed Shihab, affinchè venisse abolita la legge che vietava strutture turistiche sulle isole abitate dai locali. La risoluzione sottolineava che, dal momento che la maggioranza della pololazione maldiviana vive in aree dell'arcipelago dove la possibilità di sviluppare attività economiche è limitata, la legalizzazione di strutture turistiche sulle isole abitate avrebbe migliorato l'economia di tutto il Paese. Diversi parlamentari hanno subito appoggiato la risoluzione sostenendo che il turismo sulle isole abitate avrebbe creato nuovi posti di lavoro e avrebbe consentito ad un pubblico maggiore di godere dei guadagni derivanti dal turismo, fino ad allora nelle mani di un piccolo gruppo. Rispondendo ad un dubbio di alcuni, la maggioranza dei membri del Parlamento si è detta anche sicura che l'apertura di strutture turistiche sulle isole abitate non avrebbe alterato il tessuto sociale dell'arcipelago e la cultura maldiviana. Il Presidente dell'assemblea, Bandhu Saleem, ha aggiunto che le Maldive avrebbero dovuto proporre prodotti turistici più competitivi ed innovativi, appoggiando quindi l'apertura al turismo locale. Circa un mese dopo, il 19 agosto 2008, il Parlamento Maldiviano ha ufficialmente approvato la risoluzione proposta dall'onorevole Mohamed Shihab e il 20 dicembre del 2009 il Ministero del Turismo ha pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il documento che regola le strutture turistiche sulle isole abitate dai locali.

Essere responsabili sulle isole locali alle Maldive

Nonostate in tutto l'arcipelago, cellulari, Tv satellitare e Internet hanno 'avvicinato' da qualche tempo la popolazione maldiviana al resto del mondo, sulle isole più remote il contatto diretto con turisti stranieri è stato per anni pressochè inesistente. Perciò, è opportuno che, chi volesse visitare un villaggio locale, rispetti alcune semplici regole di comportamento per evitare di imbarazzare gli abitanti dell'isola:

Rispetto per la religione islamica: l'Islam è la religione ufficiale, pertanto i momenti di preghiera (5 volte al giorno) hanno la precedenza sul lavoro e il piacere. Non è ammesso il culto di altre religioni. Per la visita di una moschea bigogna indossare pantaloni lunghi o un pareo fino alle caviglie e bisogna essere scalzi. Non è permesso il consumo di alcoolici e di carne di maiale al di fuori dei villaggi turistici. Nei villaggi locali è vietato promuovere o partecipare a qualsiasi attività contraria alla religione musulmana o che minacci la pace e l'armonia degli abitanti. Abbigliamento: sulle isole abitate, gli ospiti devono attenersi ai costumi locali in materia di abbigliamento tra cui l'usanza di togliersi le scarpe prima di entrare in una casa. Gli uomini indossano generalmente pantaloncini corti e una maglietta durante il giorno e pantaloni lunghi la sera. Le donne devono indossare sempre indumenti che le coprano dalle spalle alle ginocchia. Bagni di sole in bikini sono ovviamente permessi alle ospiti straniere in barca e durante le visite sulle isole deserte o eccezionalmente concessi in zone dedicate o appartate sulle isole abitate. Il nudismo e il topless sono vietati in tutto il Paese.


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